Bed & Breakfast in Carnia a Verzegnis | La Gerla Blu - CAPORETTO,TRECENTOMILA SFOLLATI …La zia Bernardina racconta:
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29 Ottobre 2017

CAPORETTO,TRECENTOMILA SFOLLATI …La zia Bernardina racconta:

Riassunto. Stiamo lavorando per trascrivere il tutto.

Diario di Bernardina Lunazzi


Oggi 29 e 9 mesi che sono partita di casa, e ho pensato di fare memoria del mio viaggio disastroso.

Il 29 Ottobre l’anno 1917 anno indimenticabile per tutta la vita. Partii il giorno 29, ore 9 lasciando a casa mia un quadro terribile. Basta dire che non comandavo più di niente , più male facevano, e più contenti erano, però i nostri Taliani. Partii pazzamente con Maresciallo Barbero, e il suo soldato Marinelli Umberto. Feci un pacco dei più valorosi vestiti e via avanti sotto una dirotta pioggia. Lungo la strada di Englar vidi morti cavalli, a getar nei burroni, i autocarri di munizione Molti comandi militari. Insomma a sprecare ogni cosa. I poveri fugiaschi a piangere e urlare che faceva pietà anche ai sassi.
Arrivata a San Francesco, prenotai in una casa seduta sun’una panca tutte le sottane fradice d’acqua.
Il povero Umberto, come un cane fedele, si levò i suoi calzetti e mi li diede, e andette a sciugarmi le calze. Questa fu la prima notte, non si trovava nianche un sorso d’acqua di bere, e mangiare nepure.
Giorno 3° partii di San Francesco sempre sotto l’acqua, e si prendè la via di Spilimbergo per giungere la Ferrovia. Quando fui al ponte di Pinzano, mi divisero di quelle due care persone che erano l’unico mio conforto, pasienza rassegnazione. Sola sola non sapevo che strada prendere, andetti dietro gli altri. Sun quella montagna ho trovato Mazilli Gian Toni mio paesano, e feci la strada con lui. Questa strada si la fece sotto i tiri della Artiglieria, e Mitragliatrici nemiche, io non ne potevo più, in fra la paura, e i piedi in piaga, mi pareva di non più andare avanti. Deve essere stata una mano Divina che mi aiutava. Siamo arrivati a Medunno, il povero Gian Toni l’o fermano come un brigante e lo mandano per un’altra strada. Ecco anche quel Arrivata a Treviso, smontai di nuovo per andare a cercare di mangiare. Andai in una casa e pregai per Carità che mi dessero qualcosa. Prima rispose un no, poi gli feci pietà a una donna, e mi diede un pezzettino di polenta, e un po’ di latte, che tornai un pochino a prendere un po’ di fiato. Lungo la ferovia, vivi a morire fame, vivi a nascere, vivi ad impazzire. Da Treviso in poi quando si arrivava nelle Città venivano sulle finestre del treno, con un pezettino di pane e acqua, che pareva che ci dessero la vita a tutti. Questo merito aveva provisto la Crocce Rossa.
Arrivata a Milano il giorno 3 Novembre alle 9 di sera, io non ero più al caso di muovermi. Le gambe confie per le piaghe sicchè un soldato della Crocce Rossa, mi prese in braccio come una bambina, e mi portò al posto di Socorso in Milano Arrivata senza vestiti, che quelli rimasero a Spilimbergo sotto le palotole nemiche, e anche scalza, perché le scarpe erano aperte a fare più di 100 chilometri a piedi sotto la dirotta pioggia.
A Milano mi curarono, e stetti li qualche giorno, ai piedi mi diettero un paio di scarpe di gomma, perche i piedi erano confi.
Il giorno 8 Novembre mi dirizzi per Monza, mi venne in testa il soldato Mauri Carletto stato a casa mia. Arrivata a Monza come una vera zingara, domandavo, e nessuno mi sapeva dire dove stava. Una povera Signora, vedendomi in quel stato, mi prese con se, e mi portò in casa delle sue sorelle. La mi diedero le calze, le scarpe la camicia, e una geghettina di lana. Mi fecero un buon caffe, e venne un’altra Signora e mi diede £15 Poi quella benedetta gente, mi domandavano chi cerco, mi hanno capita bene, e subito andarono a chiamare la mamma di quel soldato, quando la vidi dissi subito, si questa e la mamma di Carletto. Quella benedetta donna mi prese, e mi portò a casa sua, mi fecere tutte le cure possibili come vera figlia. E dopo Sign. Marchese, e la sua cara Signora gentilmente mi vollero a Firenze in casa loro. La Signora Marchesa mi a Mandato £ 50 per il viagio.
Tutti mi hanno ricordata, il Sign. Tenente Rinali mi mando a Monza un buono di 50 lire La fidanzata del Sign. Tenente la Piera un vaglia di 50 lire La Signora Marchesa madre dei vestiti e 40 lire. La Sign. Dami lire 25. A Natale il Sign. Tenente Pirali lire 20 per prendermi il Panettone.
A Firenze stetti 4 mesi, e ora sono al Poggio da 3 mesi. Tutti mi vogliono bene, ma felice non sono l’ostesso. Spero di essere quando ritorno alla mia amata casa pazzamente abbandonata, fosse presto! Di più per accrescere il dolore dopo due mesi seppi che la mia povera sorella Rosaria e a Palermo con 3 bambini, compreso la mia Maria che tanto amavo, e seppi che il marito e il bambino Cecilio sono rimasti di la. E ancora non ebbe notizie.

Questo e il ricordo della Guerra per noi, che ci porto la rovina a tutti, materialmente, e più moralmente.

Mi firmo Bernardina Lunazzi
Poggio Corselli Villa Antinori
San Casciano
Prov. Di Firenze


Questo e il ricordo della Guerra per noi, che ci porto la rovina a tutti, materialmente, e più moralmente.

Mi firmo Bernardina Lunazzi
Poggio Corselli Villa Antinori
San Casciano
Prov. Di Firenze

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